#ABD16: uno sguardo da dentro

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Sperimentare, imparare dagli sbagli, produrre valore. Questi alcuni importanti concetti emersi durante l’evento.

Perché si vuole cambiare?

L’agile, come già emerso durante uno dei primi talk, è ormai divenuto una moda.
Spesso organizzazioni e team vogliono “fare” agile. La prima domanda a cui dovrebbero rispondere è: perché si vuole cambiare?
Prima di tutto è bene che le organizzazioni capiscano dove sono e dove vogliono andare.
A mio parere, il modo migliore per farlo è di coinvolgere.

Dimmi e io dimentico
mostrami e io ricordo
coinvolgimi e io imparo
(Benjamin Franklin)

Attraverso il coinvolgimento, la condivisione comune degli errori, degli sbagli si può imparare e migliorare continuamente. Cosa c’è di più bello che sbagliare insieme?

Sbagliare è bello?
Si! Sbagliare è la cosa migliore che possa esserci.
Imparare dai propri errori è stata un’altra tematica interessante discussa durante l’ABD16.
Tra le organizzazioni è ancora fortemente radicata la paura del cambiamento, la paura di mettersi in gioco e di sbagliare.
E’ appurato che non siamo in grado di valutare in modo attendibile le conseguenze future di una scelta fondata sulle nostre convinzioni attuali, ma l’errore non è una ragione per rinunciare, anche perché permette di adattarci in modo più flessibile ad un ambiente complesso.
Non è più possibile formulare Gantt da oggi al prossimo anno perché, appunto, il nostro è un ambiente complesso, le relazioni umane sono complesse, imprevedibili. Un software, invece, pur essendo complicato non è complesso, capendo come funziona, possiamo dire che se viene inserito X viene restituito Y.

Agile = software?
Una delle credenze popolari è sicuramente quella di associare l’agile come qualcosa strettamente legata allo sviluppo software.
Per esperienza personale io sono venuto a conoscenza ed in contatto di metodologie agile in ambienti che non riguardavano lo sviluppo del software, tra i vari talk, infatti, si è discusso di web marketing in modo agile, dello sviluppo grafico attraverso metodologie agili.
Chiunque può fare agile: marketing, sviluppo software, industrie tessili, ma non tutti sono in grado di essere agili.

Non fare agile, sii agile
Prima, non a caso, ho usato il termine “fare agile”.
E’ importante capire che non basta applicare le regolette che trovi scritte in un libro sullo Scrum, per esempio.
Per essere davvero agili bisogna prima di tutto cambiare se stessi, cambiare il modo di vedere ed affrontare tutto ciò che ci si presenta, che sia all’interno della vita lavorativa o nella vita privata.
Per questo, se si vuole realmente innovare, non ci si deve limitare a fare agile ma iniziare ad esserlo.

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